Spirito, Materia e Denaro
Ganesha, Lakshmi e il denaro: quando lo Spirito si manifesta nella materia
Partiamo dal presupposto che questo non è un articolo generico sull’abbondanza. È un articolo che mette in discussione l’associazione tra spiritualità e rinuncia alla ricchezza materiale e che ti presenta il punto di vista esoterico ed è espressione del mio sentire.
Partiamo dal perché Ganesha e Lakshmi sono collegati tra loro in questo tema e perché li troviamo entrambi presenti nella tavola radionca quantica dell’abbondanza (che puoi imparare ad utilizzare con il mio corso e a cui ho dedicato il trattamento che si svolgerà a Settembre 2026).
Passiamo poi al capire perché se ti trovi in una condizione di povertà o costante difficoltà economica è perché probabilmente ancora non hai compreso qual è la connessione del denaro con lo Spirito.
Se vuoi seguimi in questo percorso in cui ti voglio accompagnare oggi.
Nella tradizione induista, Ganesha e Lakshmi sono due figure collegate alla prosperità, alla fortuna, alla realizzazione e all’abbondanza. Hanno funzioni differenti ma complementari: Ganesha apre la strada, Lakshmi porta la prosperità.
Il loro messaggio, però, va ben oltre il semplice concetto di ricchezza materiale. Essi rappresentano infatti due condizioni fondamentali per vivere l’abbondanza: rimuovere ciò che ostacola il nostro cammino e imparare a ricevere, custodire e far prosperare ciò che arriva nella nostra vita.
Ganesha: colui che rimuove gli ostacoli
Ganesha è una delle divinità più conosciute dell’induismo ed è una delle più venerate! È raffigurato con il corpo umano e la testa di elefante ed è tradizionalmente associato alla saggezza, alla conoscenza, ai nuovi inizi, al successo e alla rimozione degli ostacoli.
Per questo viene spesso invocato prima di iniziare un nuovo progetto, un’attività, un viaggio o una fase importante della propria vita.
Il principio è proprio questo: prima che qualcosa possa crescere, è necessario creare le condizioni perché possa farlo.
Ganesha ci invita quindi a osservare ciò che ostacola il nostro percorso: paure, attaccamenti, convinzioni limitanti, indecisione, sabotaggi, mancanza di chiarezza o difficoltà ad agire.
Il suo messaggio potrebbe essere sintetizzato così: prima di chiederti cosa vuoi attirare, chiediti cosa devi lasciare andare.
La testa di elefante
L’elefante rappresenta forza, intelligenza, memoria e capacità di attraversare gli ostacoli.
La grande testa di Ganesha simboleggia una mente aperta, capace di vedere oltre. Le sue orecchie giganti ci parlano dell’importanza dell’ascolto, mentre la proboscide, forte ma estremamente sensibile, rappresenta simbolicamente la capacità di unire forza e delicatezza.
Nel percorso verso l’abbondanza, queste qualità diventano fondamentali: discernimento, ascolto, flessibilità e capacità di adattamento.
Il topo ai suoi piedi
Ganesha è spesso accompagnato da un piccolo topo, il suo veicolo (le divinità indiane ne hanno sempre uno, ad esempio Lakshmi ha la civetta, Shiva ha il toro, Durga il leone ecc..)
Il contrasto tra l’enorme elefante e il minuscolo topo mi ha sempre colpito moltissimo. Il topo può rappresentare desideri, impulsi e pensieri che si muovono continuamente nella mente e quindi Ganesha che domina il topo può essere interpretato come il simbolo della coscienza che governa il desiderio, invece di esserne dominata ma che, essendo veicolo, lo utilizza allo stesso tempo.
Ricordiamo che desiderare non significa necessariamente essere disponibili a ricevere.
L’abbondanza richiede anche equilibrio.
Lakshmi: la dea della prosperità
Se Ganesha rappresenta la rimozione degli ostacoli, Lakshmi è la divinità hindu maggiormente associata alla prosperità, alla fortuna, alla ricchezza, alla bellezza e alla fertilità ma anche al denaro come manifestazione fisica del divino.
So che questa cosa del denaro e del divino a molti che seguono la new age stride come concetto, ma ne parleremo in un altro articolo!
Lakshmi è spesso raffigurata seduta o in piedi su un fiore di loto, circondata da simboli di abbondanza (come ori, incensi, resine preziose, monete ecc…)
È associata non soltanto alla ricchezza economica, ma a una forma più ampia di prosperità: una vita fertile, armoniosa, generativa e capace di far crescere ciò che riceve.
Il suo simbolismo ci ricorda quindi che l’abbondanza non è soltanto accumulare.
È anche circolazione, nutrimento, crescita e capacità di trasformare le risorse in qualcosa di vivo.
Il loto di Lakshmi
Uno degli elementi più importanti nella sua iconografia è il fiore di loto.
Perché questo fiore? Perché il loto nasce dall’acqua fangosa ma emerge dalla superficie aprendosi alla luce. Per questo è diventato un potente simbolo di purezza, trasformazione e fioritura spirituale.
Collegata al concetto di ricchezza e abbondanza, quindi il loto simboleggia analogicamente la possibilità di fiorire anche a partire da condizioni imperfette.
Non è necessario che tutto sia già perfetto affinché qualcosa possa crescere.
Ganesha e Lakshmi insieme
La simbologia di Ganesha e Lakshmi è particolarmente interessante quindi se viene associata come accade ad esempio nella tavola radionca quantica perché fanno assieme un lavoro integrato, dove il primo rimuove gli ostacoli e apre il cammino e la seconda porta a manifestazione sul piano fisico.
Ganesha ci invita a eliminare ciò che blocca il flusso.
Lakshmi ci insegna a riconoscere, accogliere e valorizzare ciò che arriva.
Questa complementarità la vediamo ad esempio nelle celebrazioni di Diwali, la festa della luce, che dura 5 giorni e cade in luna nuova (la notte più scura del ciclo lunare). Qui Ganesha e Lakshmi vengono tradizionalmente venerati insieme in numerose famiglie e pratiche devozionali.
Il Denaro e la connessione con lo Spirito
E ora voglio dirvi una cosa che sicuramente a chi si associa al pensiero edulcorato new age non piacerà. L’abbondanza non è solo denaro ma parte da qui. perché? perché il denaro è la manifestazione della piena materializzazione dello Spirito in terra. Essere spirituali non significa essere poveri! Essere spirituali significa portare la manifestazione del divino qui, nella materia. Significa poter manifestare ricchezza e abbondanza sempre, quando necessario.
Nessun Maestro era povero (penso a Saint Germain, Osho, e molti altri). Nessun maestro è mai morto di fame, e se pensate a Gesù – che per altro povero non era visto che aveva le risorse economiche che gli hanno permesso di viaggiare in tutto il mondo!- vi ricordo le nozze di Cana e l’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci.
Essere in abbondanza significa non doversi preoccupare delle risorse perché le hai (o perché sai come materializzarle quando necessario!). Se non hai queste caratteristiche è perché non sei ancora riuscito a portare Dio in Terra e ad assolvere al tuo compito spirituale.
Non dobbiamo incolparci se non sappiamo ancora far questo poiché il sistema ci vuole poveri di denaro (e quindi di Spirito!) per varie ragioni ma dobbiamo comprendere che, molto spesso, sono i nostri condizionamenti mentali, dovuti ad un substrato culturale, a creare questa situazione.
So bene che quando pensano al denaro alcuni si sento sporchi e io stessa ho avuto discussioni importanti con alcune persone convinte che il denaro fosse brutto e sporco, frutto del male ecc. Poi vediamo dipinti e statue, legati ad ogni religione o corrente spirituale, che raffigurano ciò che è divino o sacro con opulenza e ricchezza: ori, gioielli, corone, luci dorate.
Basterebbe fermarsi un attimo e ascoltare la propria intuizione per capire che nell’associazione mentale povero = spirituale c’è dietro un pensiero associativo che dopo qualche passaggio e collegamento fa un cortocircuito tale da far cadere tutto il nostro preconcetto.
Lavorare con l’energia dell’abbondanza ci insegna a sentirci degni del flusso e a rendercene parte. Ci insegna a non trattenere e a non trasformarci nella diga che argina e blocca tutto.
Quando capiamo, ad esempio, che più vampirizziamo o ci facciamo vampirizzare (ad esempio diamo senza mai chiedere nulla in cambio, o prendiamo sempre gratis senza dare niente in cambio) meno avremo, qualcosa in noi cambia.
Ed ecco il punto di vista che dovrebbe farci riflettere:
essere poveri nella materia ci rende profondamente attaccati al denaro. Avere denaro in abbondanza ci permette di non preoccuparcene e di esserne slegati.
DO UT DES (io do come tu dai). Dare per ricevere. Senza questo resteremo irrimediabilmente poveri di Spirito e nella Materia.
Se davvero vogliamo essere di servizio al Mondo dello Spirito il nostro compito è quello di renderci testimoni viventi delle regole Universali: Dio, l’Universo, è perennemente in espansione, le risorse sono illimitate e il ritorno all’Uno, l’Ascensione, è possibile solo attraverso la Materia (per taluni, come per il Maestro Saint Germain o il Maestro Gesù che sono Ascesi con il corpo fisico, addirittura CON la Materia!).
So che è un concetto forte e complesso, ma se vuoi approfondire seguimi e lo faremo.
Buon percorso!
Erika Zacchello
P.S. Se vuoi maggiori informazioni su formazione e percorsi contattami su Whatsapp
Se vuoi lavorare sull’Abbondanza e sul Denaro, ti segnalo alcuni strumenti a tua disposizione:
✅ Trattamento collettivo del 24 Settembre per il denaro e l’abbondanza
✅ Corso Tavola del Dio Ganesha
✅ Attivazione Fortuna e Prosperità
✅ Attivazione Arcangelo Raffaele e gli Angeli del Denaro
✅ Coaching one-to-one per lavorare su tematiche specifiche
