Il percorso di risveglio non è un viaggio di piacere (e perché richiede coraggio)
Non ti indorerò la pillola: il percorso di risveglio interiore è complicato, faticoso e, spesso, doloroso.
Troppo frequentemente si confonde la spiritualità o il lavoro su di sé con un’oasi di benessere a buon mercato, un luogo comodo dove rifugiarsi per ricevere una pacca sulla spalla. Ma la realtà è un’altra. Risvegliarsi significa guardare in faccia le proprie ombre, smantellare vecchie illusioni e, soprattutto, fare una scelta fondamentale: uscire una volta per tutte dalla modalità di vittima.
Se cerchi qualcuno a cui delegare la tua felicità o un rito magico che risolva i tuoi problemi senza che tu debba muovere un dito, ti dico con estrema onestà che non sono la professionista adatta a te. Non contattarmi se non sei disposto a metterti in gioco davvero.
Nel lavoro che faccio, la base di partenza è una legge universale e implacabile: la legge dello specchio. Tutto ciò che si manifesta fuori è il riflesso di ciò che esiste dentro di noi, perché siamo tutti profondamente interconnessi.
La trappola della superficialità e la vera responsabilità
C’è un ostacolo enorme che vedo continuamente in questo ambiente: la superficialità.
Viviamo in un mondo in cui molti dichiarano a gran voce di voler evolvere, ma poi si fermano alla superficie. Persone che aderiscono a trattamenti o pratiche senza nemmeno aver letto di cosa si tratta, che commentano per il gusto di farlo senza il minimo approfondimento, o che pretendono di cambiare la propria vita con la stessa soglia d’attenzione che usano per scrollare i social.
Se ci lamentiamo della superficialità che vediamo fuori — nelle relazioni, nella società, negli atteggiamenti degli altri — dobbiamo avere il coraggio di applicare la legge dello specchio anche qui. Cosa stiamo riflettendo?
Smettere di essere superficiali significa diventare maturi e responsabili. Significa leggere fino in fondo, studiare, comprendere, smetterla di fare i “faciloni” o i “leoni da tastiera” che commentano a caso o che si lamentano all’infinito senza muovere un millimetro nella propria evoluzione. Se vogliamo un mondo più profondo, consapevole e autentico, dobbiamo essere noi i primi a incarnare quella profondità.
La crescita personale non è un gioco, è una responsabilità verso noi stessi e verso il Tutto.
Se senti che è arrivato il momento di fare sul serio, di guardarti dentro senza sconti e di assumerti la totale responsabilità della tua vita, allora il viaggio può iniziare. Ma ricorda: si parte sempre da te.
Che la Luce dei Maestri sia la nostra guida!
Erika
